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  ODDII [ OSSERVATORIO DEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE ]
         

 


L'Osservatorio del Diritto Italiano e Internazionale 
Sostiene  le candidature:

 

Puglia
Alla Camera       Souad Sbai 


 
 

              Liguria
 Alla Camera Fiamma Nirenstein 

  


       

 
Lombardia 
 Riccardo Decorato
PDL

 

 

 


       


30 novembre 2010

II° CONVEGNO NAZIONALE O.D.D.I.I. ANTISLAMIZZAZIONE

 Siete tutti invitati al prossimo convengo dell'O.D.D.I.I. 

 
 
I RELATORI

dr. ADRIANA BOLCHINI – giornalista e parapsicologa, organizzatrice  e moderatrice del convegno
presenterà i relatori e gli ospit, oltre al  MANIFESTO/APPELLO RESISTENZA E OPPOSIZIONE ALL’ISLAMIZZAZIONE FORZATA DELL’EUROPA

dr. PAOLO VALERLO MANTELLINI – esperto in islamistica, autore del sito “Islam questo sconosciuto”
IL MITO DELLA TOLLERANZA ISLAMICA, come la shariah tratta i non-musulmani

dr. ALBERTO ROSSELLI -  giornalista, storico ed esperto di problemi religiosi e geopolitica,
QUANDO LA MEMORIA STORICA AIUTA A COMPRENDERE IL PRESENTE, L’olocausto armeno e le discriminazioni ai danni delle comunità cristiane in Anatolia

avv. PATRIZIA ZAFFAGNINI - Responsabile giustizia Lega Nord Romagna
TRIBUNALI ISLAMICI? NO GRAZIE, comparazione e incompatibilità di leggi e diritti

dr. PAOLO DEOTTO - storico e saggista, dirige il mensile on line “Riscossa Cristiana”
QUANDO L’ISLAM E’ MODERATO, viaggio nei paesi dove i cristiani sono cittadini di sere B

Ospiti e testimoni d’eccezione  
ADRIANO CATTANEO - fotogiornalista del settimanale informaZona di Saronno, autore di un reportage dell'Irak
RINA DEL PERO – presidente Circolo XX Settembre di Meda, volontaria Impegno Medio Oriente.
TESTIMONIANZE DIRETTE SULLA CONDIZIONE DEI CRISTIANI IN IRAK

Durante tutto il Convegno verranno trasmesse immagini e i filmati che mostrano varie forma di persecuzione messe in atto contro i cristiani.

Per informazioni newpresidenza@oddii.org   - telefono 328/6482949

http://www.lisistrata.com:80/cgi-bin/lisistrata3/index.cgi?action=viewnews&id=527





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20 febbraio 2009

LA DITTATURA DELL'ISLAM E GEERT WILDERS

 Wilders: "La dittatura dell’islam" di Maria Cristina Giongo – Il Giornale  20/2/2009

 

L’Aia - Il suo documentario, Fitna («Il male»), contro quella che definisce «invasione islamica» e in cui paragonava il Corano al Mein Kampf di Adolf Hitler, provocò nei cinque continenti scandalo, discussioni e proteste. Da allora Geert Wilders, 45 anni, parlamentare olandese, leader del Partito della libertà, è probabilmente l'uomo politico che al mondo ha ricevuto (e riceve) più minacce di morte (leggi chi è). Basta dare un'occhiata al suo computer: intimidazioni raccapriccianti, orripilanti, che fanno venire la pelle d'oca. Altri due che l'hanno preceduto sulla stessa strada sono stati uccisi: nel maggio 2002 Pim Fortuyn, leader del partito olandese per un' Olanda più «vivibile», che ora riposa in un cimitero italiano e il regista Theo van Gogh, autore del film Submission, che gli valse la condanna a morte per blasfemia, ammazzato ad Amsterdam nel novembre 2004.
Oggi Wilders, per la prima volta dalla presentazione di Fitna arriva in Italia, invitato dall'Associazione «Una via per Oriana», per ricevere il premio Oriana Fallaci. «Lei è sempre stata il mio idolo, il mio punto di riferimento e sono fiero di poter ricevere questo riconoscimento», dice il parlamentare olandese al Giornale. «Subito dopo andrò in America, invitato a un convegno; e poi in Australia».
Però la Gran Bretagna, pochi giorni fa le ha proibito di entrare nel suo territorio.
«Una cosa inaudita: ero stato invitato a tenere un discorso alla camera dei Lord, poi, improvvisamente, mi è giunto un comunicato in cui mi si avvertiva che non ero più un ospite gradito per via del mio film. Mi giudicavano una persona pericolosa, che con la sua presenza avrebbe potuto provocare grossi problemi. Così mi sono arrabbiato e sono partito lo stesso considerandomi un libero cittadino dell'Europa Unita. Invece, appena atterrato all'aeroporto di Heathrow, sono stato fermato e rispedito indietro. Non era mai successo prima d'ora che a un parlamentare si vietasse l'ingresso in un'altra nazione».
Come ha vissuto quello che è accaduto?
«È una vicenda scandalosa e Gordon Brown è il più grande vigliacco d'Europa. Me lo aspettavo da Paesi come la Giordania e l'Indonesia, dove sono perseguito a causa di Fitna, per cui comunque se entrassi nel loro territorio sarei arrestato. Ma dall'Inghilterra no».
Alcuni commentatori hanno detto che l'Islam ha vinto sulle tradizioni liberali del Regno Unito.
«È evidente. Io l'ho sempre detto: i musulmani non vogliono integrarsi, vogliono dominare».
Che cosa pensa di quanto è accaduto a Bologna e a Milano dove i musulmani si sono raccolti in preghiera davanti al Duomo?
«Non lo sapevo. Qui da noi i giornali non ne hanno parlato. La trovo una cosa assurda, che conferma il mio pensiero che l'islam non vuole la pace, l'integrazione, il dialogo: vuole imporre la sua cultura e, ripeto, dominare».

Per queste idee lei viene considerato da molti un razzista.
«Non sono razzista. Sono contro i delinquenti. Vorrei chiarire che non ho niente contro i musulmani; solo contro quelli fra loro che hanno importato nel nostro, e in altri Paesi, il terrorismo e la criminalità. Contro gli integralisti, i fondamentalisti, che si nutrono di ideologie e di violenza. Da loro dobbiamo difenderci prima che sia troppo tardi. Sono solo un uomo che si batte per la libertà e perché il suo Paese conservi la sua identità. Identità e libertà sono i valori più importanti dell'essere umano e per una società vivibile e realizzata».
A proposito di identità. Che cosa è successo nella «tollerante» Olanda, dove la società multiculturale sembra mostrare crepe evidenti?
«Molto semplicemente, l'Olanda è stata troppo a lungo tollerante con chi tollerante non lo era affatto. E ora ne paga le conseguenze. Per cui ha capito che deve cambiare nei confronti di chi non rispetta le regole».
Nel discorso che avrebbe dovuto tenere alla camera dei Lord lei voleva ricordare l'avvertimento che Churchill fece all'epoca nei confronti del pericolo del nazismo e Reagan del comunismo, sottolineando che ora il pericolo è costituito dall' islam.
«Speravo di indurre alla riflessione; il passato insegna. Non dimentichiamo che anche Churchill, in un suo libro, paragonò il Corano al Mein Kampf di Hitler. Proprio come ho fatto io adesso, provocando le ire di tutto il mondo , musulmano e no. La mia convinzione è che attualmente il pericolo è costituito dalla dittatura dell'islam».
Quanto all’Italia...
«Quanto all’Italia e agli italiani vorrei dirvi di essere fieri delle vostre radici, orgogliosi della vostra cultura cattolica: lottate soprattutto contro quella politica che vuole permettere a chiunque di entrare nel vostro Paese. La patria è un bene sacro che va amato e difeso, in modo pacifico. E allora basta con l'immigrazione indiscriminata di coloro che vengono dai Paesi dell'Islam. Spero che questo mio messaggio venga preso sul serio. Prima che sia troppo tardi».
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=329916&START=1&2col=


Leggi anche l'intervista su ICN-News
 http://www.icn-news.com/?do=news&id=5833

http://www.lisistrata.com/cgi-bin/02lisistrata/index.cgi?action=viewnews&id=283




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18 dicembre 2008

MOSCHEE E LEGALITA’ PROPOSTA DI LEGGE

 
 

da sin.Patrizia Ricci, Armando Manocchia, Stefano Angeli, Daniele Baldini, Adriana Bolchini, Patrizia Zaffagnini e la segretaria

Il 10 dicembre si è tenuta la conferenza stampa presso l’Hotel Cube di Ravenna, organizzata dal Gruppo “LIBERTA’ E FUTURO” per presentare il risultato del tavolo che è stato avviato l’11 settembre 2008 a Ravenna, su “Moschee e Legalità”

La conferenza è stata aperta dal presidente nazionale dr. Daniele Baldini, che ha ampiamente illustrato il progetto politico che vedrà presto questa formazione, nata da un’esigenza di cambiamento presentarsi alle prossime elezioni amministrative nelle regioni Emilia Romagna e Marche.  La proposta di legge, che è stata inviata a tutti i capi gruppo dei partiti di governo presenti in Parlamento, è stata ampiamente illustrata dall’avv. Patrizia Zaffagnini che si è particolarmente soffermata sul problema dei diritti umani negati dall’islam.
Su questo argomento in particolare mi sono soffermata anch’io, poiché ho preso parte alla conferenza stampa in qualità di presidente nazionale dell’ODDII, ho evidenziato alcuni modi di vita che sono legali nell’islam, ma incompatibili con le nostre consuetudini. Quando rappresentano azioni criminali che i nostri codici condannano apertamente.
Al tavolo, era presente anche Armando Manocchia, presidente nazionale di Una Via per Oriana che ha affrontato alcuni risvolti dell’islam, come le moschee che non rappresentano soltanto luoghi di culto, ma veri e propri centri di indottrinamento ideologico e politico e di odio verso l’occidente.

http://www.lisistrata.com/cgi-bin/02lisistrata/index.cgi?action=viewnews&id=8


“ Moschee e Legalità”
Interventi per la regolamentazione della realizzazione di centri Islamici
d’iniziativa: LIBERTA’ E FUTURO
Relazione
La presente proposta di legge nasce dalla necessità di regolamentare un bene culturale di interesse religioso, quale l’edificio di culto e/o adibito al culto , bilanciando il diritto a professare la propria fede da parte della confessione religiosa con la tutela dei fondamentali diritti della persona così come riconosciuti nei principi della nostra Costituzione e nelle Convenzioni Internazionali sui diritti dell’uomo sottoscritti e ratificati dalla Repubblica.
Occorre ricordare che la normativa attuale in materia di beni culturali , dlgs 22.01.2004 n. 42 , pur trattando in generale dei beni culturali di interesse religioso , è lacunosa per gli edifici di culto e/o adibiti al culto , che può essere definita un genere specifico della più ampia categoria dei beni culturali di interesse religioso.
L’art. 9 bis vuole tradurre nella realtà i principi sanciti all’art. 8 e 117 lett c) e s) della Costituzione, tenendo conto della normativa attuale sui culti ammessi l. 24.06.1929 n. 1159 e r.d 28.02.1930 n. 289 e ss.

L’art. 9 ter si occupa delle disposizioni transitorie per gli edifici di culto di confessioni acattoliche prive di Patto di Intesa ratificato dall’Organo Legislativo della Repubblica.
Non si tratta di una limitazione alla libertà religiosa , ma di una necessaria regolamentazione in
materia dove al diritto di esercizio legittimo della pratica della confessione religiosa la Repubblica
deve tutelare e garantire in primis il diritto delle fondamentali libertà della persona, quali l’uguaglianza tra gli esseri umani senza discriminazione di razza, sesso, religione , espressione dei principi riconosciuti da decenni sia a livello nazionale che internazionale.

La proposta prende il nome
“ Moschee e Legalità”
Interventi per la regolamentazione della realizzazione di centri Islamici

PROPOSTA DI LEGGE
1. Al Codice dei beni culturali e del paesaggio, dopo l’art. 9 è inserito il seguente:

Art. 9 bis - ( Edifici di culto)
Gli edifici di culto di appartenenza degli enti ed istituzioni della Chiesa Cattolica Romana Apostolica, saranno costruiti e/o destinati al culto secondo quanto previsto e concordato con l’Accordo di Modificazione dei Patti Lateranensi del 1984, e seguenti .
Le confessioni acattoliche munite del Patto di Intesa con lo Stato Italiano e ratificato dall’Organo Legislativo, come previsto dall’art. 8 comma 2 e 3 della Costituzione , potranno costruire e/o destinare edifici alle pratiche di culto se previsti e concordati nel patto medesimo.
Le regioni e gli enti locali avranno competenza concorrente come previsto dall’art. 117 Costituzione, per gli edifici di culto di cui ai comma precedenti, in merito alle pratiche amministrative inerenti le concessioni edilizie e/o permessi a costruire necessari.
Le confessioni acattoliche ,che non rientrano nel comma 2 del presente articolo e quelle che professino e/o diffondano principi contrari alla tutela dei diritti della persona , così come enunciati nella Costituzione e nelle Convenzioni Internazionali in materia sottoscritte e ratificate dalla
Repubblica, non potranno costruire e/o destinare con cambio di destinazione d’uso edifici alle pratiche di culto

2. Al Codice dei beni culturali e del paesaggio, dopo l’art. 9 bis è inserito il seguente:
Art. 9 ter - ( Disposizioni transitorie)
Gli edifici di culto già edificati sul territorio della Repubblica di appartenenza a confessioni
acattoliche prive del Patto di Intesa ratificato dall’Organo Legislativo , saranno considerati come edifici privati aperti al pubblico e sottoposti alle disposizioni normative in materia, comprese quelle di edilizia igienicosanitaria, abitativa, fiscale , di controllo e sicurezza da parte degli organi preposti.
Le presenti disposizioni entreranno in vigore a far data dalla promulgazione e pubblicazione del provvedimento di modifica del decreto legislativo 22.01.2004 n. 42 

 

una foto ricordo con gli organizzatori della conferenza stampa


Per visitare il sito del gruppo, ciccare su questa pagina: http://www.libertaefuturo.it/index.php




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21 novembre 2008

BORSA DI STUDIO O.FALLACI AL CENTRO IDENTITARIO

 

Milano, Ieri sera 20/11/2008, al Centro Identitario Bassano del Grappa si è svolta la consueta lezione CORSO DI FORMAZIONE SULLE ISTITUZIONI EUROPEE PER OPERATORI POLITICO-CULTURALI E AMMINISTRATIVI su due argomenti che hanno coinvolto nell’interesse i presenti alla lezione:  Il Mediatore europeo, a cura dell’avv. Simona NORRERI e  Europa degli Stati contro l'Europa delle città nel pensiero del Prof. Miglio a cura del dott. Claudio COBIANCHI. e come vi avevamo anticipato nel comunicato inviato a tutti, l’on. Mario Borghezio è stato presente fino alla chiusura.

Nella foto l’on.Mario Borghezio fra il pubblico, ha poi preso parte attiva al dibattito
Durante la serata però abbiamo avuto una gradevole sorpresa (che devo confessare ha riguardato soprattutto me) in quanto ci ha raggiunto il sig. Armando Pannocchia, presidente dell’Associazione UNA VIA PER ORIANA, http://www.unaviaxoriana.it/cgi-bin/uvpo/index.cgi venuto appositamente dall’Emilia Romagna per consegnarmi personalmente la targa premio relativa al Concorso che aveva organizzato la sua Associazione e che mi aveva visto fra i vincenti in quanto ero risultata III° con il pezzo che avevo scritto su quanto era accaduto a Hina Saleem, la giovane pakistana assassinata dal padre e dalla sua famiglia, per aver scelto di vivere come un’italiana e per non aver accettato un matrimonio combinato http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=525 a per la quale in rete era cominciato un tam tam di protesta, a cui moltissimi blogger hanno partecipato utilizzando i banner che avevo preparato appositamente per manifestare pubblicamente il dissenso a una tale barbara esecuzione, frutto di un comportamento totalmente inaccettabile per il nostro concetto di diritto all’autodeterminazione e di rispetto per la vita.

 
Nella foto, il momento dell’annuncio della consegna della targa e della borsa di studio. Da sin. On.Mario Borghezio, dr. Claudio Cobianchi, dr.ssa Adriana Bolchini, Armando Manocchia e l’avv. Simona Norreni visibilmente incuriositi, per l’estemporaneità dell’evento, non annunciato.
 
In questa foto, la consegna ufficiale della targa e della borsa di studio per il concorso organizzato da Una Via per Oriana di settembre 2008

Come avete potuto vedere, il premio consistente in una magnifica targa in vetro di Murano, è stata realizzata in numero limitato dall’artista maestro  Alessandro Mandruzzato ( qui trovate una discreta rassegna delle sue stupende opere http://www.sofadellemuse.com/Mandruzzato/mandruzzatoindice.htm ).


da sin. l'avv. Simona Norreni e il dr Claudio Cobianchi in due momenti della loro lezione
Vi ricordo che il corso organizzato presso il “Centro Identitario Bassano del Grappa” continua fino a Natale al giovedì sera e al sabato mattina e di volta vi comunicheremo le lezioni e i nomi dei docenti.

Adriana Bolchini Gaigher




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17 novembre 2008

UE - IMMUNITA' solo agli amici?

 



BORGHEZIO : PER D'ALEMA E VANHECKE, DUE PESI E DUE MISURE ?
Sarebbe semplicemente grottesco che il Parlamento europeo chiamato martedì prossimo a Strasburgo a decidere sull'immunità nei casi D'Alema e Vanhecke, applicasse due pesi e due misure per un deputato accusato di un reato d'opinione e per un altro coinvolto in un caso di insider trading.
Garantisti come siamo a 360°, noi voteremo a favore di entrambi. Ma un dubbio dobbiamo pur esternarlo.
Premesso che ci pare scontato l'accanimento della sinistra contro le opinione del patriota fiammingo Vanhecke in tema di immigrazione, possiamo tuttavia domandarci come una maggioranza così intransigente e giustizialista (che non ha avuto esitazione a togliermi l'immunità per una scritta anti-Forleo) potrà "assolvere" l'On. D'Alema da un'accusa di insider trading, proprio quando tutta l'opinione pubblica europea chiede misure durissime nei confronti di chi viola i principi di trasparenza dei mercati finanziari, danneggiando i risparmiatori?

On. Mario Borghezio
Capo delegazione Lega Nord al P.E.




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11 novembre 2008

PRO-KOELN ORA PUO’ MANIFESTARE

 

Pro-koeln ora può manifestare
Dal mese passato, ogni 2 settimane gli attivisti di Pro-koeln dimostrano contro l'apertura di nuove e grandi moschee. E contro l'islamizzazione dell'Europa e in favore dei valori della Civiltà europea.
 
Da "ratti razzisti e nazisti" quali sono stati inizialmente designati, ora il loro messaggio comincia ad essere maggiormente compreso:
 
http://www.pro-koeln-online.de/artikel08/081108_demo.htm
Inviato in redazione da una nostra navigatrice di cui rispettiamo la privacy e ricevuto anche da pro-koeln


Dal collage di immagini che ho pubblicato qua, potete vedere con I vostri occhi che la popolazione di Colonia non è quella che hanno descritto i media faziosi internazionali, infatti non ha assolutamente impedito al gruppo di Pro-Koeln di svolgere quello che sarà un appuntamento fisso ogni due settimane.  Infatti potete vedere c’è chi arriva, di sua spontanea volontà ad accodarsi al corteo, anche islamici che non vogliono che la religione occupi lo spazio che dovrebbe essere della politica e manifestano come "Attivi per i diritti umani - contro l'oppressione delle donne nell’Islam!" .  Ma ci sono anche semplici cittadini tedeschi che  hanno finalmente il coraggio di sventolare la bandiera tedesca dal proprio balcone di casa, sapendo che saranno facilmente riconoscibili e che corrono il rischio di subire discriminazioni pesanti,  persecuzioni e pestaggi,  che sono già andati in scena quando civilmente e con il consenso delle autorità locali abbiamo deciso di partecipare alla prima manifestazione internazionale contro le mega moschee in Europa, che siamo stati, aggrediti, sequestrati, cacciati e definiti nazisti o peggio ci hanno chiamato nazi-skin.
E pensare che ci vuole una fantasia galoppante per etichettarmi come nazi-skin, ma quando la mente è ottenebrata da un’ideologia malata, arriva anche a convincersi di falsità palesi, spacciandole per verità.
Meno male che il gruppo Pro-Kol ha come capo una persona dal carattere indomito, privo di qualsivoglia vigliaccheria che risponde al nome di Markus Beisicht, al quale non è stato risparmiato proprio nulla, né fisicamente né in umiliazioni e a cui facciamo i nostri auguri, facendogli anche sapere che siamo virtualmente al suo fianco e quando potremo torneremo a camminare anche fisicamente vicino a lui e ai suoi e nostri amici.

Adriana Bolchini Gaigher




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4 novembre 2008

BORGHEZIO - RISARCIMENTI TEDESCHI: BENE NAPOLITANO, ORA INTERVENGA ANCHE ALFANO

 BORGHEZIO - RISARCIMENTI TEDESCHI


On. Mario Borghezio
Capo delegazione Lega Nord al P.E.



BORGHEZIO - RISARCIMENTI TEDESCHI: BENE NAPOLITANO, ORA INTERVENGA ANCHE ALFANO
 
Il ricorso all'Aja della Germania contro le recenti pronunzie della Cassazione italiana fa ben comprendere i veri motivi della recente campagna di stampa contro il nostro Presidente.
Napolitano merita ogni sostegno perchéè - a differenza di altre Autorità istituzionali - non ha esitato a sostenere la causa nobile e giusta dei diritti risarcitori vantati dai nostri connazionali verso la Germania.
Poichéè migliaia di ex internati militari e civili attendono giustizia in sede civilistica, è ora doveroso che anche il Ministro della Giustizia Alfano intervenga per consentire agli anziani ultraottantenni ancora in vita e in aspettativa da decenni di ottenere finalmente giustizia.
 
On. Mario Borghezio
Capo delegazione Lega Nord al P.E.




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1 novembre 2008

UE-CONGO: AFRICA ADDIO!




On. Mario Borghezio


 

UE-CONGO: AFRICA ADDIO!

Mentre in Congo, sotto lo sguardo del tutto impotente dell'ONU, si susseguono razzie e stragi da parte dei vari eserciti contrapposti, l'Europa che fa?

Si limita, con il Commissario Louis Michel a stanziare nuovi aiuti, e cioè, di fatto, a lasciare le cose stanno, senza avere il coraggio di fare alcunché di serio e concreto - cioè di militare - per bloccare una catastrofe umanitaria più che annunciata.

Bella ipocrisia, da parte dei solerti amici del terzo mondo, pronti ad andare in Africa per autocelebrarsi negli hotels a cinque stelle, ma non a rischiare nemmeno una goccia di sangue per impedire un nuovo dramma del Darfur...

On. Mario Borghezio
Capo delegazione Lega Nord al P.E.

mario.borghezio@europarl.europa.eu  - www.marioborghezio.org

Bruxelles, 31 ottobre 2008




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1 novembre 2008

Il governatore della Carinzia è stato ucciso?

 NON E' STATO UN INCIDENTE

Il governatore della Carinzia è stato ucciso?
Haider, non è stato un incidente
A Vienna, Claudia, vedova di Joerg Haider, non nega oggi la possibilità di far eseguire all'estero una seconda autopsia sul corpo del marito forse in Italia dove vive la figlia. Il giornale "Oesterreich" infatti riporta che la famiglia ha trasportato il corpo in Italia per un'autopsia indipendente e che ulteriori prove su campioni di stoffa saranno portati in Germania.
                          
 
Queste voci sono confermate in parte dalle fonti vicino a Bzoe, l'Alleanza per il Futuro dell'Austria, il partito di estrema destra fondato dal defunto.
Claudia Haider definisce gli articoli giornalistici sulla morte del marito "ripugnanti". Nel frattempo Kathrine Yen, l'anatomopatologo di Graz che ha eseguito l'autopsia, nega categoricamente che Haider abbia fatto uso di gocce di "KO", uno stupefacente usato come sonnifero. Dr. Yen aggiunge che non è preoccupata da una seconda autopsia. «Non ho dubbi sul mio risultato, in quanto è possibile identificare tracce di gocce di KO, ma il test sul corpo di Haider è stato negativo».

Il governatore della Carinzia Joerg Haider è morto all'incirca all'1 e 15' di notte dell'11 ottobre, in un incidente stradale vicino Klagenfurt, in Carinzia, lo Stato di cui era governatore. Haider 58 anni, era alla guida della sua berlina e, probabilmente dopo un sorpasso, si è andato a schiantare su un pilone di cemento armato collocato dietro una siepe di alberi di thuja. Secondo le prime ipotesi, viaggiava parecchio sopra il limite consentito sul luogo della sciagura di 70/km orari. Viaggiava con la cintura e quando è stato soccorso le due porte anteriori dell'auto non c'erano: aveva gravi ferite alla testa e al petto. Secondo il direttore dell'ospedale di Klagenfurt, dove è stato trasportato ma dove è arrivato già morto, «aveva probabilmente la colonna cervicale rotta e il braccio sinistro quasi del tutto staccato».
Già in passato, il 4 agosto 1993, Haider rimase vittima di un brutto incidente d'auto vicino casa, dal quale uscì miracolosamente illeso. Haider lascia la moglie e due figlie, una delle quali ha sposato un italiano e vive, appunto, in Italia. Al momento dell'impatto, era solo in auto, stava rientrando a casa dopo aver preso parte alla festa per il lancio di una nuova rivista nella città di Velden.

Improvvisamente, secondo la testimonianza del capo della polizia Ernst Friesenegger, dopo aver superato un altro veicolo, "è uscito fuori strada", e si è capovolto più volte, andando a sbattere prima contro un segnale stradale, poi contro una siepe dietro la quale c'era un pilone di cemento. Estratto dalle lamiere con gravi ferite alla testa e al torace, è morto poco dopo. Thomas Koperna, capo dell'ospedale di Klagenfurt dove è stato ricoverato, ha reso noto che i medici non hanno potuto che constatare l'avvenuto decesso. «Per noi è come se si trattasse della fine del mondo», ha commentato il portavoce e numero due del partito, Stefan Petzner. Sotto shock il mondo politico e austriaco, alleati ed avversari che hanno riconosciuto le sue grandi doti. «Era un politico di grande talento - ha detto il presidente austriaco Heinz Fischer - Era oggetto di grande approvazione ma anche di forti critiche».
Haider aveva fondato il Bzoe nell'aprile 2005 con altri ex esponenti del movimento di estrema destra Partito della Libertà Austriaco (FPOE), di cui lo stesso Haider era stato leader. Più di una volta il politico austriaco aveva fatto scalpore per le sue dichiarazioni provocatorie, quale quella con cui nel 2001 elogiò la "politica dell'occupazione" del regime nazista definendola "adeguata". Alle elezioni parlamentari celebrate in Austria il 28 settembre scorso, il Bzoe (Buendnis Zukunft Oesterreich) aveva ottenuto quasi l'11% dei voti, un risultato che rappresentava circa il doppio dei consensi raccolti alle precedenti elezioni, nel 2006.

Dopo la morte di Haider, gli è succeduto alla guida del partito il suo amico ventisettenne Stefan Petzner, che è stato anche uno degli ultimi a vedere Haider prima dell'incidente mortale.
Ora viene fuori che i due non erano solo amici, ma molto di più. In una intervista Petzner ha fatto coming out: «Avevamo una relazione speciale, che andava oltre l'amicizia. Joerg e io eravamo legati da qualcosa di davvero speciale. Era l'uomo della mia vita». E di questo era a conoscenza anche la moglie di Haider, Claudia: «Lei lo amava come una donna. Lui la amava come un uomo. Io lo amavo in un modo completamente differente e personale. Lei comprendeva tutto ciò». I leader del partito, imbarazzati, hanno annullato le future interviste di Petzner che non è stato nominato capogruppo della Bzoe in parlamento come tutti si aspettavano. 

                          

Ma il vero giallo è legato alla morte, all'incidente. Gli amici testimoniano su Haider e l'alcool. Dieter Bohmdorfer: «Al massimo un ottavo (di litro) di vino o mezzo ottavo, e in tutta la mia vita, lo conosco dal 1969, non l'ho mai visto ubriaco anche solo un pochino. Un comportamento maturo. Nella norma, quando si lavora insieme, ci si fa alla sera tardi l'una o l'altra birretta o vinello, e talvolta si può andar giù pesante, cosa che non si può dire di Haider». «Non è mai stato uno che beveva molto», dice il giornalista Egon Rutter, ospite de "Le Cabaret" l'ultima sera di Haider: «È arrivato e mi ha abbracciato, perché ho fatto uscire la rivista, nessuna traccia di alcool, e per di più siamo scesi nella discoteca, lì c'erano solo bevande aperte, né una bottiglia di vino né una bottiglia di grappa, ma si poteva avere in bicchiere, e poi è andato abbastanza subito avanti ed è stato fuori, non più dentro, perché c'era troppo rumore, e là non c'era nulla da bere».

Ubriaco «non l'ho mai incontrato», dice Elisabeth Scheuchler-Pichler, ex consigliere nazionale dellOVP. Con 1,8 per mille di alcool nel sangue, come dice la polizia, tutte queste persone non riconoscono più il loro Haider. Anche la Volkswagen non riconosce più la sua Phaeton: «I produttori della sua Volkswagen Phaeton affermano che si tratta di una delle più sicure del mondo, che avrebbe dovuto sopportare l'incidente di Klagenfurt», il quotidiano britannico The Sun cita il portavoce della Volkswagen Peter Thul. Nel frattempo Thul afferma di non aver detto tutto questo oppure di non averlo detto così. Anche questo non corrisponde, ma non è tutto. In qualche modo sembra come se l'auto fosse nel falso luogo dell'incidente, o se la falsa auto fosse nel giusto luogo dell'incidente. La deformazione del veicolo non si riesce a chiarire. Dov'è il "muro" o il pendio che avrebbe potuto far rovesciare la macchina? Perché la parte superiore della Phaeton è stata demolita in modo così asimmetrico? Perché il muso dell'auto è spiaccicato al suolo, fino all'esplosione delle gomme, mentre la coda si è alzata? Che cosa è successo a un'auto che davanti è stata pressata verso il basso e dietro è sollevata? Perché il longherone esterno sinistro è piegato verso il basso, come se un gigantesco peso si fosse messo sul veicolo?

Se l'auto ha scontrato un bordo di pietra alto 25 centimetri (non un "pilastro di cemento"), perché allora è danneggiato il cerchione sinistro e non il destro? Se è stato strappato al guidatore il braccio: dov'è allora la grande pozza di sangue che da ciò avrebbe dovuto esser provocata? Perché non si vede praticamente sangue dalla parte del guidatore? perché le portiere sono a terra staccate completamente e pressoché intatte vicino al veicolo? E precisamente dall'altra parte? Perché sembrano smontate? Dov'è finita la targa del veicolo? Perché non si vedono nelle foto né la targa anteriore né quella posteriore? Perché, al di fuori di un segnale stradale e di una rete per lavori in corso, non si trova traccia di un cantiere (rifacimento della carreggiata, attrezzi di costruzione)? Se in quel luogo c'era un cantiere, ci dovrebbero essere pure tracce di lavori in corso.
La strada pare invece del tutto intonsa.

 

Dov'è l'idrante che presumibilmente ha colpito il veicolo? Da dove vengono i fori: quello grande posto sopra il posto di guida sul tetto, due piccoli nel cofano motore? Ricapitolando: nessuna targa, danni sbagliati al veicolo (es. cerchione sinistro invece che destro), altri danni al veicolo non si armonizzano con il luogo dell'incidente, quasi niente sangue. Il veicolo dunque non c'entra nulla con il luogo dell'incidente, e il luogo dell'incidente non c'entra nulla con il veicolo. Perlomeno, il veicolo non c'entra nulla con la descrizione dell'incidente - ma proprio nulla. Per il veicolo schiacciato da davanti verso il basso con il tetto danneggiato solo da una parte ci sono spiegazioni migliori. O qualcosa di pesante ci è passato sopra, o è finito sotto qualcosa di pesante: il foro del tetto potrebbe essere stato originato dall'angolo di un semirimorchio. Per cui la Phaeton è stata pressata molto profondamente e con molta più violenza che il veicolo presunto di Haider. O un altro oggetto con maggior violenza ha strisciato sulla Phaeton.

Perché se no il cofano motore non sarebbe così danneggiato, le gomme non sarebbero scoppiate e espulse dai cerchioni. Un'immagine come quella della Phaeton può venir fuori solo quando qualcosa di rigido e/o di molto pesante scivola sopra un veicolo e lo schiaccia come uno schiaccianoci - oppure il veicolo ci si infila sotto.
Per molte ragioni è molto probabile che Haider sia stato ucciso. Così ipotizzano i familiari: ma chi avrebbe voluto la sua morte? Più che fuori Austria si può immaginare un interesse locale di eliminare un personaggio di carisma internazionale.
Marco Dolcetta
30/10/2008

Da
http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/10/30/945673-heider_stato_incidente.shtml




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1 novembre 2008

DIMOSTRAZIONE CONTRO LA GRANDE MOSCHEA DI COLONIA

 DIMOSTRAZIONE CONTRO LA GRANDE MOSCHEA DI COLONIA

Avviare una promozione dimostrativa nei confronti della grande moschea di Colonia
 
Sabato, 8 Novembre, la prima dimostrazione di una serie di incontri con i cittadini, per NRW Colonia e contro il progetto della grande moschea di Colonia-Ehrenfeld vedrà il suo inizio.
"No alla grande moschea di Colonia"  - sotto questo slogan è fino alle elezioni locali del giugno 2009 per una volta al mese (ogni i2° Sabato) di fronte alla sede DITIB si svolgerà una veglia per impedire che il grande progetto d’islamizzazione possa avere luogo, nella sua dimenzione, infattio recentemente è già stata aperta la grande moschea di Duisburg, e perr fugare ogni ombra e ribadire:
No alla grande moschea di Colonia!  

Il mese di novembre avrà questo motto: "Attivi per i diritti umani - contro l'oppressione delle donne inell’Islam"  

L’Incontri sarà di fronte alla DITIB trama Venloer strada ad angolo di Canal Street, nel Inner Colonia-Ehrenfeld  - Sabato, 8 Novembre, alle ore 11.00  

Il risentimento della popolazione di Colonia verso i pirogetti della comunità turco-islamica Unione DITIB è ancora enorme. Nonostante dichiarata volontà di due terzi dei cittadini di Colonia la politica si muove contro e soprattutto la CDU del sindaco Fritz Schramma, la grande moschea durchgepaukt sta per essere realizzata.

Ma a Colonia con i cittadini facciamo un’effettiva rappresentanza al loro fianco.
Ci saranno le elezioni locali nel giugno 2009 e un referendum per rifiutare la grande moschea. Perché prima l'anno 2010, la grande moschea non può essere costruito - fino ad allora vale la pena tentare la resistenza; ogni azione politica sarà utile e necessaria!

Questo mese dimostreremo, come in ogni altro mese, l’incompatibilità di parti del mondo islamico, e lo faremo con la nostra Costituzione, la nostra democrazia e i nostri valori cristiano-occidentali.
L'8 Questo novembre, si leggerà: "Attivi per i diritti umani - contro l'oppressione delle donne inell’Islam"  

Ricorreremo a Creative forme di azione - se da parte dei membri del movimento pro-indipendente di Colonia, i cittadini e critici verso l’islam sono i benvenuti!

La traduzione è di Adriana Bolchini – l’articolo originale è pubblicato qui:
http://www.pro-koeln.org/artikel08/291008_demo.htm
 




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